domenica 8 novembre 2009

Legna di Castagno da ardere si o no?

albero di castagnoIl castagno è una pianta molto diffusa in Italia. Il suo legno è compatto ed elastico ma non molto pesante. Oltre alla coltivazione a frutto, proprio per le caratteristiche del suo legno, il castagno viene prevalentemente impiegato in edilizia, nella produzione di mobili, botti etc.

In particolare la presenza del tannino, conservante naturale, assicura un’ottima tenuta del legno per la realizzazione di costruzioni da esterno.

Venendo alla questione principale di questo articolo, l’impiego della legna di castagno come combustibile, possiamo dire che, anche se il castagno non figura tra le essenze pregiate, è comunque adatto a questo impiego, risultando tra l’altro un’essenza molto economica.

Normalmente si sostiene che i difetti principali del castagno come legna da ardere siano la eccessiva fumosità, la resistenza alla fiamma, specie quando il legno è verde, e lo scoppiettio.
Tutti questi caratteri sono però eliminabili attraverso una corretta procedura di stagionatura.
In particolare per eliminare il tannino dalla legna di castagno è sufficiente lasciare il legno alle intemperie per un periodo variabile fino ai due anni. Per eliminare lo scoppiettio, provocato da sacche di umidità, è sufficiente far essiccare la legna.

Successivamente alla lavatura dal tannino, si può stagionare il legno al coperto, assicurando sufficiente ventilazione.

Per completezza di informazione va comunque detto che la fase della “lavatura”, anche se consigliata, non è comunque indispensabile; tanti consumatori abituali di legna da ardere di castagno, infatti, si limitano a spaccarlo, accatastarlo e stagionarlo così come per ogni altra essenza.

In conclusione può dirsi che la legna di castagno è adatta come legna da ardere, rappresentando un’essenza discreta e, cosa da non sottovalutare, economica. I puristi del fuoco e coloro che prestano massima attenzione all’ottimizzazione del potere calorico, potranno comunque decidere per una corretta mescolanza di essenze in modo da controllare la fiamma, la tenuta e la convenienza economica del fuoco.

2 commenti:

giorgio ha detto...

buon giorno, il legno di castagno, può essere usato come combustibile, ancha se contiene il tanino, così come si usano le varie qualità di rovere: cero quercia ecc. Il fattore importante è che le stufe o bruciatori abbiano un buon funzionamento, se poi mescoliamo i legni taninosi con legni tipo faggio o carpino nero per un 50%, avremmo un risparmio di brucio di legno in più, una caloria più costante e di conseguenza un risparmio economico. Questo perchè i legni taninosi tentano e tenere più la brace e di conseguenza a tenere un calore costante e un consumo più lento di legna, mentre legni tipo faggio o altro tendono a fare molta fiamma e calore e a bruciare più velociemente. Io in casa possiedo una stufa in pietra ollare, e una classica stufa a legna in cucina, sono già parecchi anni che provo questa miscela di essenze legnose e per quanto mi riguarda vedo i risultati
Io taglio bosco e per me mi risevo il castagno che il faggio, faccio pulire le canne fumarie ogni due anni da ditte specializzate e non ho avuto problemi. giorgio 3472904233

Legna da ardere News ha detto...

Grazie per il tuo contributo Giorgio.

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