martedì 3 marzo 2009

Perché stagionare la legna da ardere?

La legna verde (appena tagliata) ha un contenuto di acqua elevato, che la rende pesante e più difficile al fuoco. L’ideale sarebbe far stagionare la propria legna da ardere per un periodo minimo di 9 mesi e fino ai 2 anni. Un legno ben stagionato perde oltre il 60% della propria umidità, acquisendo per questo un maggiore potere calorico ed una maggiore maneggevolezza.

Un legno verde ha un’umidità che può arrivare fino al 75% della propria massa, viene considerato "secco" solo quando questo livello si abbassa al 15-20%.

Il perché sia importante un basso tasso di umidità per aumentare il potere calorico della legna da ardere è presto detto: con un elevata presenza di acqua, parte del calore sprigionato nella combustione viene impiegato per far evaporare l’acqua.

Per avere dei riferimenti empirici possiamo osservare le variazioni di potere calorico in ragione della diversa aliquota di umidità, tutto ciò avendo come essenza campione il faggio:

tabella umidità legna da ardere
Risulta evidente che del faggio con 15% di umidità, rispetto alla stessa legna da ardere con il 30% di umidità, sprigiona il 25% in più di calore, con un potere calorico che si abbatte della metà quando l’umidità sale al 50%.

Nel prossimo articolo approfondiremo la differenza tra legno secco e legno vecchio, concentrandoci su tempi e modi di essiccazione.

2 commenti:

Michele ha detto...

Potrei per cortesia sapere se per la quercia valgono gli stessi valori? Grazie.

Tutto legna da ardere ha detto...

Gentile Michele, trattandosi di essenza diversa, i valori non possono coincidere. Tuttavia la quercia, come il faggio, è un legno duro,per questo, i principi di fondo non possono che essere gli stessi.

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